La poesia necessaria delle periferie, tra ferita e resistenza
“Piccola biografia di periferie” di Linda Miante (De Ferrari Editore, 2024) è una raccolta che colpisce al cuore. La giovane autrice racconta le periferie urbane come spazi dell’anima, dividendo le ottantaquattro poesie in tre sezioni: Sentieri liminali, Ordalia, Lux orta est iusto. Durante la pandemia ha camminato per le vie dimenticate di Savona, scoprendo storie nei muri scrostati, nei tram vuoti, nelle giostre ferme. Non c’è retorica né romanticismo: Miante ascolta davvero questi luoghi, ne raccoglie la rabbia e la malinconia. La città diventa “rocchetto di inganno e sopravvivenza”, un posto che schiaccia i sogni ma dove, tra le crepe, resiste qualcosa di vero. I suoi versi sono asciutti, diretti, attraversati da immagini del Mediterraneo e dell’emigrazione. Si sente l’eco di Pasolini nella voglia di dare dignità a chi sta ai margini, a chi non fa notizia. Questa raccolta non ti lascia tranquillo: ti interroga, ti scuote, a volte ti commuove. Miante riesce a trasformare angoli dimenticati in poesia necessaria. Un libro che parla di periferie ma, in fondo, parla di tutti noi.