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Il Signore di Notte. Intervista a Gustavo Vitali

Presentazione del libro e intervista all’autore

Francesco Barbarigo, il Signore di Notte al Criminal, importante carica delle magistrature veneziane, si trova quasi per caso e per gioco a indagare su quello che all’inizio appare un omicidio senza troppi risvolti complicati. È un incarico che assume con leggerezza, senza sapere che arriverà a sconvolgere addirittura la sua vita privata.
Ma non è lui il reale protagonista di questo giallo di ambientazione storica.
L’unica, vera, onnipresente signora del romanzo è Venezia. Una Venezia di cui autore e protagonista sono innamorati. Una Venezia che si svela gradualmente con i suoi canali, i suoi palazzi, i suoi riti e le sue feste. E l’autore divaga con approfondimenti storici documentati, aneddoti e altro ancora che ci consentono di apprendere sempre più curiosità sulla Serenissima e il suo glorioso passato.
Silvia Accardi

Citazione

Segnalazione letteraria
Venezia, 16 aprile 1605.
Viene rinvenuto nella sua modesta dimora il cadavere di un nobile caduto in miseria, primo delitto di un giallo fitto fitto che ha come sfondo la Venezia alle soglie del Barocco.
Sul luogo si precipita il protagonista del racconto, Francesco Barbarigo. Come “Il Signore di Notte”, dà il titolo al racconto e richiama espressamente la magistratura incaricata dell’ordine pubblico, sei giudici e insieme capi della polizia. Si tratta di una persona realmente vissuta ai tempi così come i principali personaggi della storia che, al contrario, è di pura invenzione. Questo particolare ha comportato un copioso lavoro di ricerca come documentato nella bibliografia del libro.
È solo il primo dei delitti che affiorano in una trama intensa e intrigante. Sono coinvolte le figure più varie, da quelle di primo piano, a quelle defilate nei contorni. L’autore apre così un’ampia carrellata su aristocratici ricconi e quelli che vivacchiano malamente, mercanti, usurai, bari, prostitute e altri. Nella vicenda tutti recitano i rispettivi ruoli e la contestualizzano in quella società veneziana che si era appena lasciata alle spalle un secolo di splendore per infilarsi in un lento declino. Compaiono anche personaggi sgradevoli, come i “bravi”, perché il tempo del declino è anche il loro, accomunati agli sgherri da una violenza sordida e sopraffattrice.
Sempre nell’ottica di addentrare il libro nella sua epoca, ecco l’aggiunta di brevi divagazioni su curiosità, usi e costumi, aneddoti, fatti e fatterelli. Costituiscono un bagaglio di informazioni sulla storia della Serenissima, senza interrompere la narrazione e senza che gli attori si defilino da questa.
Un discorso a parte merita la figura del protagonista. Se qualcuno spera nello stereotipo dell’eroe positivo, resterà deluso. Il Barbarigo è un uomo contorto che affronta le indagini con una superficialità pari solo alla sua spocchia. Vorrebbe passare come chi sa il fatto suo, spargere sicurezza, ma nel suo intimo covano ansie e antichi dolori. Non sa come cavarsi dagli impicci, cambia idea e umore da un momento all’altro, insegue ipotesi stravaganti e indaga su persone del tutto estranee al delitto. Il linguaggio è spiccio, crudo, spesso beffardo e dissacratorio, mette in ridicolo difetti e difettucci del protagonista e insieme quelli della società del tempo.
Sull’onda dell’improvvisazione e di una acclarata incapacità non si fa mancare nulla, nemmeno una relazione disinvolta, o quella che lui vorrebbe tale, con una dama tanto bella, quanto indecifrabile. Non capisce nulla neppure di questo strambo amore che gli causa presto nuovi turbamenti.
Cosicché nelle indagini, come pure nel letto, finisce con il collezionare una serie di disfatte clamorose fino a quando in suo aiuto accorre un capitano delle guardie che ha tutta l’esperienza e l’astuzia che mancano al magistrato. Tuttavia i due dovranno faticare ancora un bel pezzo per scrivere la parola fine a tutto il giallo che nel frattempo si è infittito di colpi di scena, agguati e delitti, compresi quelli che riemergono dal passato. Il finale sarà inaspettato e sorprendente.
Per ulteriori informazioni sul libro giallo “Il Signore di Notte” contattare l’autore
Gustavo Vitali – skype: gustavo.vitali – gustavo (AT) gustavovitali.it

Come è nata l’idea di questo libro?

Passione per la storia e per i gialli, sempre avute e per Venezia, più recente.

A chi lo consiglieresti, in particolare?

Amanti dei gialli, in particolare di quelli con ambientazione storica e di Venezia.

Dove e quando è stato scritto?

Tra Bergamo, dove risiedo, e Venezia dove ho potuto consultare documenti presso l’Archivio di Stato e la biblioteca Marciana.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

Difficile magari no. Piuttosto direi impegnativo. Probabilmente ho speso più tempo a leggere e documentarmi che a scrivere, Vedi bibliografia https://www.ilsignoredinotte.it/bibliografia.htm In totale, lavorando nei ritagli di tempo liberi dal lavoro, quasi otto anni- Pubblicato self nel maggio del 2020.

La pianificazione ha avuto un ruolo importante?

La pianificazione, intesa nel senso di stesura del libro, era tutta nella mia testa. Invece ho dovuto pianificare diversi viaggi a Venezia e non solo per la consultazione dei suddetti documenti, oltre che scarpinare per mezza laguna alla ricerca delle location più adatte, cioè dove nel 1605 erano vissuti realmente i personaggi del racconto.

Quanto è stato lungo il lavoro di editing?

Non saprei dire. Sono stati fatti parecchi giri di bozze, oltre che un accurato lavoro di lettura e rilettura.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Vedi bibliografia https://www.ilsignoredinotte.it/bibliografia.html, i libri di Alvise Zorzi in particolare e la storia di Venezia sulla Treccani.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

sto scrivendo un altro giallo ambientato alla fine della seconda guerra mondiale, nell’estate del 1945 per l’esattezza.

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