Cronache artificiali. Intervista ad Andrew Kirk
Presentazione del libro e intervista all’autore

Una bibliotecaria ricorda con orrore i tempi in cui era a contatto con il pubblico. Un agente di polizia cerca di risolvere un caso costruito nella sua testa, tentando di sfuggire ai karkit. Un ufologo rincorre una costosa popolarità, mentre un’attrice ultracentenaria lotta con una crisi identitaria alimentata da un’intelligenza artificiale.
Questi e altri comuni esseri umani affrontano le sfide e le conseguenze di un mondo ipertecnologico, circondati dalla disarmante efficienza di robot, androidi e replicanti. Alcuni si rifugiano nelle antiche tradizioni e nel movimento Made by Human; altri scrutano il cielo, affidandosi a intelligenze extraterrestri.
Citazione
«Gli androidi si apprestano a edificare le loro grandi opere, con il sostegno finanziario dei cybernologi umani. Non ci saranno vittime, questa volta, ma solo guasti. Sarà molto più prosaico, ma racconteranno la storia che vogliamo, come un dio che detta al suo popolo le misure del tempio.»
Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea del libro è nata osservando i molteplici cambiamenti tecnologici ai quali stiamo assistendo in questi anni: non solo notizie sul machine learning, ma innovazioni nella medicina, nei trasporti e nelle regole stesse che scandiscono la nostra socialità.
A chi lo consiglieresti, in particolare?
Lo consiglio agli amanti della fantascienza, o narrativa scientifica, soprattutto quella di Asimov e di Bradbury, ma anche a chi si interessa di speculative fiction e di tematiche filosofiche legate al rapporto umanità-macchina.
Dove e quando è stato scritto?
I venti racconti della raccolta e i relativi inserti sono stati scritti tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, al ritmo medio di un racconto a settimana. Ho scritto il libro nel mio studio, ma, trovandomi spesso fuori casa, ho raccolto una notevole mole di appunti su foglietti.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Non molto, perché prima di scrivere avevo interiorizzato diverse suggestioni e ormai avevo in mente tutti i dettagli delle storie, ragion per cui la prima stesura è stata piuttosto rapida, rallentata in realtà dal lavoro e da un trasloco, più che dalla difficoltà nel portare a termine il libro.
La pianificazione ha avuto un ruolo importante?
È nata dopo tre o quattro racconti, quando ho capito che le storie potevano appartenere allo stesso universo narrativo: ho così individuato alcuni punti cardine di quel mondo e mi sono affidato a quella cornice.
Quanto è stato lungo il lavoro di editing?
Circa tre mesi.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Per questa raccolta: Asimov, Bradbury e Huxley.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ho terminato un romanzo autonomo ambientato nello stesso universo narrativo delle Cronache, che intendo pubblicare quest’anno. È un romanzo filosofico con elementi fantascientifici, ispirato a molta saggistica che ho letto sul tema della coscienza e a scrittori come Vonnegut.