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“Ànemos Entelechìa” è il titolo di un romanzo scritto da Orazio Massimiliano Riggio. Il termine “ànemos” in greco significa “vento” o “soffio vitale”, mentre “entelechia” indica, nella filosofia aristotelica, lo stato di un essere che ha raggiunto il suo pieno sviluppo o la sua attuazione. Il libro, quindi, sembra suggerire un viaggio di crescita e realizzazione personale, con un intreccio che coinvolge un giovane bisessuale e un misterioso individuo che indaga sulla sua vita.
Il romanzo è descritto come un noir, con elementi di giallo e una trama che si dipana attraverso incontri e conversazioni, rivelando progressivamente la vera natura del protagonista e il suo modo di vivere la sua identità. La storia è incentrata su Alberto, un ragazzo che nasconde la sua bisessualità e vive una doppia vita, e su un narratore anonimo che raccoglie informazioni su di lui.
In sintesi, “Ànemos Entelechìa” è un romanzo che mescola elementi di filosofia, noir e introspezione psicologica, esplorando temi legati all’identità, alla crescita personale e alla complessità delle relazioni umane.