Passi di speranza. Intervista a Sergio Cavoli
Presentazione del libro e intervista all’autore

Come la sclerosi multipla e il cancro mi hanno insegnato il vero significato della resilienza.
Sergio Cavoli
Nel cuore di ogni tempesta si nasconde un’insolita quiete, e Sergio, attraverso la narrazione della sua vita, ci mostra esattamente dove trovarla. Questo non è solo un racconto di resilienza, ma una guida illuminante sulla forza umana e il potere della speranza. Vivere con la sclerosi multipla e combattere un tumore ha insegnato a Sergio che ogni giorno può essere un trionfo, un passo avanti verso una vetta sempre più vicina. Da Cagliari a Padova e poi a Milano, dal primo sospetto alla diagnosi confermata, “Passi di speranza” ci conduce in un viaggio emotivo e ispiratore attraverso il dolore, la paura e l’amore, illuminato da una speranza indomita che supera ogni ostacolo. Scopri come Sergio ha trasformato la sfida in una fonte di ispirazione, celebrando ogni piccolo successo sulla strada verso il recupero e la felicità. Tra le pagine di questo libro, troverai non solo una storia di sopravvivenza, ma un messaggio potente: non importa quanto dura possa essere la prova, la speranza deve rimanere eterna.
Citazione
Molti pensano che la felicità sia l’assenza di problemi.
Io no. Io credo che la vera felicità nasca proprio dalla lotta.
Dalla capacità di affrontare le difficoltà con tutto l’impegno possibile, di crollare, magari, ma poi rialzarsi. Sempre.
Questa convinzione non viene da un pensiero astratto.
È nata sulla mia pelle, dentro esperienze drammatiche che mi hanno messo alla prova, mi hanno cambiato e, in un certo senso, mi hanno rivelato chi sono davvero.
Di tutto questo ho deciso di parlare.
Con sincerità. Con coraggio. Con il cuore aperto.
Come è nata l’idea di questo libro?
“Passi di speranza” nasce da ferite vere, da giorni in cui sembrava impossibile andare avanti.
Ma anche da quella forza silenziosa che ti spinge a non mollare, a fare un passo dopo l’altro, anche quando tutto dentro urla di fermarti.
È un libro per chi ha conosciuto il dolore, ma non ha smesso di cercare la luce.
Per chi, anche tremando, ha deciso di continuare a camminare.
Se stai lottando, sappi che non sei solo.
Questo viaggio potrebbe parlare anche a te.
A chi lo consiglieresti, in particolare?
Consiglierei Passi di speranza a chi ha conosciuto il dolore ma non ha smesso di cercare la luce.
A chi, anche smarrito, continua a fare un passo dopo l’altro.
Spero che il mio racconto possa ispirare qualcuno, dando voce a chi si sente solo, perché la vita è un intreccio di esperienze — e ogni passo, anche il più piccolo, ha il suo valore.
Dove e quando è stato scritto?
Terminato di scrivere ad agosto del 2024 a Cagliari.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Scrivere Passi di speranza è stato un viaggio dentro le mie ferite più profonde.
Ci sono stati momenti in cui sembrava impossibile andare avanti, ma proprio la scrittura mi ha aiutato a dare un senso al dolore e a trasformarlo in qualcosa di vivo, di utile.
Ogni pagina è nata da un passo difficile, ma anche dalla volontà di non arrendersi.
È un libro che nasce dal buio, ma parla di rinascita.
Perché anche quando tutto sembra perduto, dentro di noi resta sempre una forza silenziosa che ci spinge a continuare.
Con questo libro vorrei dire a chi sta lottando che non è solo: si può ancora camminare, anche a piccoli passi, verso la luce.
La pianificazione ha avuto un ruolo importante?
La pianificazione ha avuto un ruolo, ma non è stata la parte principale.
Questo libro è nato più dal bisogno di esprimere che da una struttura rigida.
Certo, c’è stato un lavoro di organizzazione, ma la verità è che Passi di speranza è cresciuto passo dopo passo, proprio come il suo titolo suggerisce.
Ogni pagina è arrivata quando ero pronta a scriverla.
Più che pianificare, ho imparato ad ascoltare: me stessa, le emozioni, e quel filo invisibile che lega dolore e rinascita.
Quanto è stato lungo il lavoro di editing?
Il lavoro di editing è stato lungo e profondo, quasi quanto la scrittura stessa.
Rileggere significava rivivere, e ogni revisione era un piccolo passo in più nel mio percorso personale.
Ho impiegato diversi mesi per limare, rileggere, tagliare e riscrivere — non solo per perfezionare il testo, ma per restituirgli la verità e l’emozione che meritava.
È stato un processo di cura, di rispetto verso la mia storia e verso chi l’avrebbe letta.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Ci sono diversi autori che mi hanno ispirato, ognuno in modo diverso.
Amo la profondità emotiva di Isabel Allende, la sensibilità di Elena Ferrante e la capacità di trasformare il dolore in forza di Paulo Coelho.
Ma mi hanno influenzato anche autori più contemporanei, persone che, come me, hanno trasformato esperienze difficili in parole di speranza.
Credo che ogni voce autentica, anche quella meno conosciuta, possa lasciare un segno.
In fondo, non cerco la perfezione nello stile, ma la verità nelle emozioni — ed è questo che cerco di trasmettere anche con Passi di speranza.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Dal punto di vista letterario, sto continuando a seguire il filo della scrittura come strumento di consapevolezza e condivisione.
Ho appena terminato un vademecum sulle truffe, pensato per informare e tutelare i più fragili e gli anziani, un tema che mi sta molto a cuore.
In parallelo, ho già iniziato a lavorare a un nuovo memoir, ispirato a un episodio che ha segnato profondamente la mia vita.
Sarà un racconto autentico e intenso, e se tutto procede come previsto, uscirà entro maggio.