Questo libro a più voci si interroga su una vasta materia compendiabile in due domande: quante e quali sono le facce della post-verità e se di post-verità, di verità alternative, è lecito discorrere in una fase già avanzata della civiltà digitale. Il vero, il falso – e le mille sfumature intermedie che li separano – caratterizzano il menu informativo di un presente convulso e contraddittorio e di una pubblica opinione mai così compulsivamente informata e altrettanto debolmente formata. C’è poi l’area, fascinosa e romanzesca, del complotto, della verità nascosta, filtrata e custodita da poteri evocati come occulti. Le “verità alternative” si generano, infatti, in modo incontrollato e obbediscono alla logica dell’avversione e della differenza rispetto a quelle dell’establishment scientifico, culturale e politico che tradizionalmente guida le scelte collettive. Da qui un’opinione pubblica miscredente, o superstiziosamente disposta a credere a un linguaggio onirico, generalmente ambiguo e volutamente non decodificabile, che però opera sulle credenze, sui simboli e, quindi, sull’inconscio delle persone.
EDITORE:
Viella
• PAGINE:
273
• USCITA:
17/01/2019
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