Nella letteratura siciliana e calabrese dell’Otto-Novecento, lievita, accanto al filone propriamente realistico, un ricco manipolo di opere narrative versate sul lato fantastico, immaginario dell’esistenza. Di questi due fondamentali percorsi – delle loro matrici culturali, dei loro esiti stilistici, dei loro intenti euristici – si tenta, in questo volume, un primo sondaggio, senza paraocchi.
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