L’alba di una lunga notte. Intervista ad Alex Mai
Presentazione del libro e intervista all’autore

Roma, anno 2036.
In un’Italia apparentemente pacificata, la morte è diventata un evento programmato. Le arene autorizzate dallo Stato offrono spettacoli in cui si muore per contratto, mentre dietro le quinte si muove un Impero moderno, oscuro, implacabile.
Un uomo si risveglia senza memoria in una clinica. La sua storia si intreccia con quella di un fratello scomparso e con un disegno segreto che domina ogni scelta. Tra complotti, ricordi sepolti e reti di controllo invisibile, L’alba di una lunga notte racconta un viaggio che cambierà per sempre il destino di Roma e di chi osa sfidarla.
Il primo capitolo della saga L’Impero delle Ombre. Una distopia italiana cruda, visionaria e fin troppo possibile.
Citazione
«In questo modo non dimenticherai mai quello che hai fatto» disse al figlio caricandoselo in spalla. Claudio Romani moriva quel pomeriggio, sotto la pioggia. Sarebbe riapparso nel futuro, con un passato più facile da raccontare. Ora doveva espiare. Aveva tradito la fiducia di suo fratello, colpendolo, e quella di suo padre, al quale aveva promesso più volte che sarebbe cambiato senza poi farlo mai. Era il figlio preferito, quello più simile a lui, ma doveva punirlo. Il prezzo sarebbe stato la sua perdita di fiducia nel prossimo, perché si sarebbe visto tradito dal padre. Tuttavia, era un prezzo che si poteva pagare.
La pioggia sul viso svegliò Valerio. Intorno a lui non c’era nessuno. Si toccò la maglietta e vide la mano sporca di sangue. Non ricordava nulla. Entrò nella radura e vide il corpo. Si avvicinò. Riconobbe la maglietta, si inginocchiò in lacrime. Aveva ucciso suo fratello.
Come è nata l’idea di questo libro?
Nel 2009, come del resto oggi, si parlava di liberalizzare le droghe, la prostituzione e il gioco d’azzardo: pensai a come sarebbe diventata l’Italia. Poi a cosa sarebbe stato delle nostre mafie, che su questi traffici prosperano. Poi lessi La storia di Roma di Indro Montanelli. Poi cominciò a frullarmi tutto insieme nel cervello insaziabile che mi ritrovo (sono membro del Mensa dal 2000) e ne uscì questo thriller distopico, primo capitolo di una saga che era dentro di me da qualche parte…
A chi lo consiglieresti, in particolare?
Lo consiglierei a chi si è appassionato davanti alla tecnologia di Black mirror, alla lotta per la sopravvivenza di Squid game, al sangue nell’arena del Gladiatore, alle regole violente del Padrino e alle serie tv che ti azzannano alla gola e non ti mollano più…
Dove e quando è stato scritto?
È stato scritto a Roma, dove vivo. La prima versione è del 2009, poi ho modificato alcune cose fino al 2021 quando è stato pubblicato la prima volta. Poi l’editore è fallito e l’ho accorciato di 120 pagine che erano world-building ma erano sacrificabili… malgrado l’attesa, il romanzo è attualissimo: sembra parlare di quello che vedete dalla finestra. Solo più inquietante.
Quanto è stato difficile portarlo a termine?
Quando scrivo e sono nel flusso descritto da Goleman nel suo Intelligenza emotiva scrivo senza apparente sforzo… altre volte mi costa molto. Questa volta in particolare è stata piuttosto semplice.
La pianificazione ha avuto un ruolo importante?
La pianificazione della scrittura è sempre importantissima, ma allo stesso tempo ci si deve lasciare le mani libere… un mix tra Jeffery Deaver e Stephen King, insomma.
Quanto è stato lungo il lavoro di editing?
Ho la fortuna di scrivere molto bene già mentre lavoro alla prima stesura, quindi è stato relativamente breve.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Stephen King domina su ogni altro. Poi mi piace molto Deaver, Patricia Cornwell, Kathy Reichs, Marco Buticchi, Niccolò Ammaniti…
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Nel futuro c’è la saga L’impero delle ombre: dopo L’alba di una lunga notte e Nelle fauci della notte, già pubblicati (il primo anche in inglese, il secondo lo seguirà nei prossimi mesi), ci saranno Il mio nome è Vendetta e Attraverso l’oscurità. Poi sicuramente un quinto romanzo, il sequel di Alba.