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Blog - 2 Luglio 2026

GEOPOLITICA DEGLI STRETTI TRA GUERRA E (NUOVO) ORDINE GLOBALE di Antonio Leone

Gibilterra, Suez, Bab el-Mandeb, Hormuz, Malacca, Panama.

Non sono luoghi lontani, ma i veri interruttori del potere economico e politico globale.

Del mondo non si decide più sui confini. Si decide negli stretti. Suez, Hormuz, Malacca, Bab el-Mandeb: nomi che sembrano lontani, ma da cui dipende ogni giorno l’equilibrio globale. È qui che passano il commercio, l’energia, i rapporti di forza e di potere. È qui che si gioca una nuova forma di guerra, sempre meno silenziosa ma oggi più che mai decisiva. In questo libro l’autore rilegge il pensiero di Carl Schmitt per decifrare il presente: un mondo in cui la contrapposizione tra terra e mare non è solo geografica, ma politica, giuridica e strategica. Se la terra rappresentava l’ordine, il confine, la sovranità, il mare è oggi lo spazio fluido del conflitto, dove il controllo dei flussi vale più della conquista dei territori. Gli stretti e i canali diventano così chokepoints, i veri nodi del potere globale: spazi ibridi, fragili, contesi, in cui si esercita una pressione capace di piegare intere economie senza bisogno di dichiarare guerra. Con uno sguardo che unisce teoria e strategia, filosofia e realismo, Geopolitica degli stretti offre una chiave di lettura potente e originale per comprendere il nostro tempo. Perché il futuro non appartiene a chi possiede la terra, ma a chi controlla il passaggio.

Tutte le info al link: https://www.diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=459

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