IL VOLTO DELL’ASSASSINO di Massimo Centini
«Il libro di Centini, oltre a rappresentare una documentatissima storia dell’uso dell’apparenza a fini antropologici, solleva questioni importanti e senza tempo: il pregiudizio, anche oggi, è duro a morire e, parafrasando Seneca, “spesso nel giudicare una cosa ci lasciamo trascinare più dall’opinione che non dalla vera sostanza della cosa stessa”».
Dalla prefazione di Paola Ghirardelli

Dall’antichità classica alla modernità positivista, il volto è stato considerato una superficie rivelatrice dell’anima, del carattere e persino della colpevolezza. Massimo Centini ricostruisce la lunga genealogia di tale convinzione, seguendo il filo che unisce pratiche divinatorie, teorie pseudoscientifiche, antropologia criminale, fotografia segnaletica, arte e letteratura. Attraverso figure chiave come Aristotele (e lo Pseudo-Aristotele), Cesare Lombroso, Charles Darwin, e fino alle derive della fotografia giudiziaria e della classificazione biometrica, Il volto dell’assassino mostra come l’idea di “faccia da galera” non sia una verità naturale, ma una costruzione culturale potente, pericolosa ed estremamente difficile da estirpare. Un’indagine attenta e necessaria che mette in luce il rapporto tra immagine, potere e controllo sociale, interrogando il confine sottile tra normalità e devianza, bellezza e mostruosità, identità e alterità.
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