Riflessionale Laico. Intervista a Ivo Nardi
Presentazione del libro e intervista all’autore

C’è uno spazio dentro di noi in cui il pensiero rallenta e si fa riflessione. Riflessionale Laico è un invito a esplorarlo: lontano dai dogmi, vicino alla vita.
Un viaggio nella filosofia vissuta, tra pensiero critico e spiritualità laica.
Con uno stile narrativo e accessibile, l’autore mescola presente e memoria, aneddoti personali, metafore evocative, racconti, osservazioni sul mondo e riferimenti ai grandi pensatori della storia. Ogni capitolo è un frammento di esperienza che diventa occasione di domanda e di scoperta.
Non un saggio, non un romanzo, ma un vademecum intimo e universale, in cui la riflessione si fa poesia e il dubbio diventa alleato nella ricerca di consapevolezza.
Pensato per chi desidera avvicinarsi alla filosofia in modo stimolante: dai giovani curiosi agli adulti in cerca di nuovi sguardi sulla vita.
Citazione
«Il Riflessionale è un atto di cura: prendersi cura del proprio pensiero è un gesto d’amore verso sé stessi e verso il mondo.»
Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea è nata dal desiderio di divulgare la filosofia, mostrando la sua utilità nel quotidiano e liberandola dall’immagine di disciplina astratta o distante dalla vita reale.
In questo libro ho voluto unire filosofia, spiritualità laica e narrazione, creando un percorso che fosse allo stesso tempo intimo e universale. Il Riflessionale — termine che ho coniato — è lo spazio interiore in cui il pensiero si fa riflessione consapevole: un luogo mentale ed emotivo in cui fermarsi, osservare, dubitare e comprendere.
Scrivere questo libro è stato un modo per dare forma a quel luogo e condividerlo, affinché ciascun lettore possa riconoscerlo dentro di sé e abitarlo secondo la propria esperienza.
A chi lo consiglieresti, in particolare?
Consiglierei questo libro a chi desidera avvicinarsi alla filosofia in modo stimolante e coinvolgente, ma anche a chi ama una narrazione che non si limita a intrattenere, bensì nutre il pensiero.
È pensato per chi si affaccia alla vita con curiosità e senso critico, in particolare per i più giovani, ma parla anche a chi, in età adulta, sente il bisogno di rallentare, riflettere e ritrovare uno sguardo più autentico su sé stesso e sul mondo.
La pianificazione ha avuto un ruolo importante?
Sì, ha avuto un ruolo fondamentale. Dopo aver individuato le tematiche centrali e selezionato i pensatori da cui trarre i concetti chiave, è stato necessario operare una scelta rigorosa per non appesantire il testo. Il taglio è stato netto: inizialmente i filosofi coinvolti erano circa il doppio di quelli presenti nella versione finale.
Parallelamente è avvenuto un processo inatteso: il recupero delle mie esperienze personali e dei ricordi d’infanzia. Questo ha aperto uno spazio narrativo che fino a quel momento era rimasto in ombra e che si è rivelato essenziale per dare carne e vita alle riflessioni.
È stato un lavoro durato anni, non sempre lineare né costante, ma profondamente trasformativo.
Quali sono i tuoi autori di riferimento?
Italo Calvino, Fernando Pessoa, Rainer Maria Rilke, Virginia Woolf, José Saramago.
Autori che, in modi diversi, hanno saputo unire profondità di pensiero e libertà espressiva, e che considero esempi di una letteratura capace di interrogare l’esistenza senza fornire risposte definitive.
Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Alla luce dei riscontri positivi ricevuti per Riflessionale Laico, sto lavorando a un nuovo libro che continuerà a intrecciare narrazione e filosofia. Questa volta il percorso sarà centrato su una tematica precisa: il processo del diventare chi si è veramente.
Un’indagine sull’identità, sull’autenticità e sul coraggio di riconoscersi, pensata come un nuovo spazio di riflessione condivisa.